Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG Crivelli
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 Scheda Tecnica

Vitigno:Ruchè
Zona di Produzione:Castagnole Monferrato
Alcool:Da13,0% a 14,5 %
Enologo:So.Vi.Pi.
Abbinamenti:Ottimo con cacciagione e carne, formaggi stagionati ed è anche apprezzato come vino da meditazione.
Capacità di invecchiamento: Anche oltre 10 anni a seconda delle annate.
Temperatura di servizio:10-20° C
Note dell’enologo: Riscoperto e valorizzato per l’alta qualità dei suoi profumi, è giustamente
definito “Il Principe del Monferrato”.

Aspetto: Si presenta di colore rosso rubino, con accentuate sfumature di porpora; da giovane
possiede notevoli riflessi violetti, che si trasformano nel tempo in aranciati vivi.
Dotato di buona capacità di generare archetti, abbondanti e lenti a scendere.

Aroma:  Il Bouquet è fine , persistente, intenso, complesso, morbido e vellutato, lievemente aromatico. E’ difficile discernere le favolose percezioni che questo vino genera inebriando le narici.
Emerge una piacevole percezione aromatica, è la fusione della ciliegia matura e dell’albicocca.
Si può notare una piacevole nota di nocciola, frutta sciroppata, pesca banana, mora, frutti di bosco.
La sua caratteristica principale è il profumo della foglia di Geranio, che si esalta nelle annate migliori

Sapore: Elegante, morbido, vellutato, corpo pieno e ben equilibrato. Di buona intensità,
gusto armonico. Acidità relativamente bassa e la sua alcolicità rendono il Ruchè di
Castagnole Monferrato un vino di facile e piacevole morbidezza. Le caratteristica dominante
è la percezione carezzevole, nel retrogusto, nelle sfumature aromatiche composte da sentori
di albicocca vellutata e ciliegia matura, di mele cotogne e frutti di bosco.

Informazioni generali: L’origine e la storia sono ancora avvolti nel mistero.
Si possono ad oggi fare solo delle supposizioni.
Una è che tale nome derivi da “Rocche”, sulle quali poteva essere coltivato questo vitigno per la sua peculiarità di poter affrontare un terreno calcareo-argilloso e forti siccità senza far subire danni al suo frutto.
Altra supposizione potrebbe derivare dalla devozione a “San Rocco”, santo al quale era stata dedicata una cappella votiva.
La terza, storico suggestiva, fa risalire tale nome ad un convento che si trovava nei pressi di
Castagnole Monferrato: era nominato “Convento delle Rocche” e siccome furono i frati
coloro che salvaguardarono il patrimonio storico, artistico e culturale dell’impero Romano,
possono aver salvaguardato il vitigno da cui in seguito prese il nome.
La Professoressa Robinson nella sua guida “Guide to Wine Grapes” cita: “Vite piuttosto
oscura del Piemonte……come il Nebiolo, dà un vino dagli aromi penetranti……è cosi ricco
di tannini da avere un retrogusto quasi amaro…”

In vendemmia:L’uva è raccolta nell’ultima settimana di Settembre e il suo colore al
sole è amaranto come rame ossidato, vellutato. Il colore delle foglie rispetto ad altri vitigni è
di un verde brillante, di tenue intensità con riflessi dorati quando il frutto è pronto a
maturazione. Non si deve tardare a raccogliere l’uva perché la sua dolcezza attira in modo
vorace api, vespe e calabroni, che in pochi giorni svuotano completamente gli acini.
Il lavoro durante la primavera è particolarmente accurato in quanto il sole brucia facilmente
gli acini e non ci si può permettere alcuna disattenzione o ritardo nei lavori sulle foglie e nel
terreno. Forse è per questo motivo che negli anni passati il Ruchè venne un po’
abbandonato dai contadini: per l’impegno gravoso ed attento necessario in vigna.

La differenza è...
La ricerca dei portainnesti migliori, aggiunge differenze notevoli per l’intensità dei profumi